Home » News » Il genere Crocus in Liguria

Il genere Crocus in Liguria

03/03/2019

 

Il genere Crocus L. in Liguria

Crocus ligusticus

Crocus L. è un genere delle Iridaceae Juss., che comprende piante erbacee perenni, di piccola taglia, dotate di un bulbo-tubero, detto cormo, che consente loro di superare la stagione avversa, da un punto di vista della forma biologica si tratta quindi di geofite bulbose. In Crocus le foglie sono di origine radicale, le più interne sono trasformate in elementi bratteiformi (profillo, brattea e bratteole) che in alcune specie possono mancare; le foglie esterne (in numero variabile, ma raramente più di 6) sono lineari-graminiformi, di colore verde, in quasi tutte le specie è presente una linea longitudinale bianca, che le attraversa per l’intera lunghezza. Lo scapo è molto breve e frequentemente avvolto dai catafilli e/o dalle foglie. I fiori sono grandi in rapporto alle dimensioni della pianta, spesso molto vistosi, il perigonio ha una tipica conformazione “a coppa” (stellata se completamente aperto); il tubo perigoniale è lungo e cilindrico; le lacinie possono avere contorno abbastanza variabile (ellittiche, ovate, obovate) e sono di colore molto variabile, sia tra specie e specie sia (talvolta) all’interno di una stessa specie; i colori prevalenti sono comunque il violetto e il blu e, in subordine, il bianco e il giallo. Gli stami sono 3, lo stilo è unico e può essere intero o suddiviso in alto in più rametti, che a loro volta possono essere suddivisi ulteriormente in lacinie (es. Crocus nudiflorus Sm., Crocus ligusticus Mariotti). L’ovario è supero e suddiviso in 3 logge (ovario triloculare). Il frutto è una capsula triloculare, sessile o dotata di un pedicello.

Crocus L. ha gravitazione euro-mediterranea, il suo centro di differenziazione si colloca tra Mediterraneo nord-orientale, Anatolia, Caucaso e Iran.

Il genere Crocus L. possiede una notevole variabilità dal punto di vista citologico, con livelli di ploidia differenti e numeri cromosomici che variano da 2n = 6 a 2n = 64 (Brighton & alii, 1973). Tra i più importanti meccanismi di speciazione che riguardano il genere Crocus L. vi sono l’isolamento geografico e l’ibridazione interspecifica. Le entità allopoliploidi sono interpretabili come frutto di fenomeni di ibridazione tra specie diverse, avvenuti in tempi più o meno lontani, in linea di massima sono trattate come specie autonome, quando al dato citologico si affiancano caratteri autapomorfici.

Dal punto di vista sistematico la classificazione più usata è quella proposta, nel 1983, dal botanico Brian Mathew che si basa su:

  • morfologia delle foglie (fillotassi);
  • presenza o assenza del profillo;
  • presenza o assenza di brattea e bratteole;
  • morfologia dello stilo (intero o più meno ramificato);
  • aspetto delle tuniche che avvolgono il cormo, che possono essere intere, dissolte in parte/completamente in fibre più o meno sottili.

La classificazione di Mathew propone due subgeneri (Crocus e Crociris B. Mathew), 2 sezioni (Crocus e Nudiscapus B. Mathew, ambedue del subgenere Crocus) e diverse serie di specie. Questo sistema è tuttora il più utilizzato in ambito sistematico ed è stato recentemente revisionato, per consentire ai dati biomolecolari di conciliarsi con quelli morfologici (Mathew & alii, 2009).

In Liguria sono presenti 5 specie appartenenti al genere Crocus L., di queste due fanno parte della ser. Verni B. Mathew, le altre 3 appartengono rispettivamente alla serie Longiflori B. Mathew, alla serie Versicolores B. Mathew,  e alla serie Biflori B. Mathew.

Della serie Verni B. Mathew fanno parte:
- Crocus vernus (L.) Hill, con fioritura primaverile (in genere aprile-giugno). Privo di bratteole, con foglie che compaiono contemporaneamente ai fiori, ma si sviluppano completamente solo a fioritura completata. Fiori di colore variabile dal bianco al blu - violetto scuro; perigonio relativamente piccolo con lacinie ellittico-obovate e stilo breve, nettamente infossato tra le antere e poco visibile. Diffuso in prossimità della displuviale alpina dall’Imperiese all’estremità occidentale della Provincia di Savona. Localizzato (ma non raro) nel settore più elevato dell’Appennino Ligure settentrionale e nord-orientale (Città metropolitana di Genova nel Gruppo dell’Antola e in alta Val d’Aveto). Assente nel resto del territorio regionale. Pianta dei pascoli montani e subalpini (soprattutto nardeti e praterie a Poa alpina L.).

- Crocus neglectus Peruzzi & Carta, con fioritura tardo invernale-primaverile, molto precoce a bassa quota (febbraio-aprile, ad altitudini elevate anche inizio maggio). Simile al precedente ma con perigonio più grande, con lacinie da ellittiche, a ovate fino a oblanceolate, di colore variabile dall’azzurro-violetto pallido al blu-violetto (raramente bianche); stilo piuttosto lungo, spesso superante le antere, comunque mai infossato e sempre ben visibile. Diffuso e abbondante dal Savonese e Val Bormida allo Spezzino. Assente nel medio ed estremo Ponente regionale. Tra le specie del genere Crocus L. è di gran lunga la più frequente a quote collinari e di bassa e media montagna. Nello Spezzino vegeta anche nei nardeti alto-montani e nei vaccinieti del Monte Gottero.

Tra i crochi liguri appartiene alla ser. Longiflori B. Mathew il solo Crocus ligusticus Mariotti, che è anche l’unica specie ligure a fioritura autunnale (settembre-ottobre, talvolta fino a novembre). E’ pianta isteranta, in cui le foglie compaiono solo a fioritura terminata. Ha perigonio grande, da azzurro – violetto a violetto – purpureo; antere giallo aranciato, silo scarlatto, suddiviso in tre rametti, ulteriormente divisi in sottilissime lacinie. L'areale principale si estende dal confine di Stato alla periferia nord-occidentale di Genova (media e alta Val Polcevera), l'areale secondario si sviluppa tra le colline del Tigullio orientale, la Val Graveglia (dintorni del Passo del Bocco) e il medio bacino del Vara (presso Pignone, SP). Specie abbastanza ubiquista, con optimum nella fascia collinare submediterranea e in quella montana inferiore, ma localmente diffusa fino al limite inferiore del piano subalpino, soprattutto nel Ponente (alta Val Nervia e alta Valle Argentina). Crocus ligusticus Mariotti è un endemita ligure, il cui areale sconfina nelle aree confinanti di Francia (Costa Azzurra), Piemonte (bacino del Tanaro e relativi affluenti appenninici) ed Emilia Romagna (bacino del Taro).

Alla serie Versicolores B. Mathew appartiene Crocus versicolor Ker Gawl.; pianta spesso pluriflora, con foglie in genere già ben sviluppate all’antesi. In questo croco oltre alla brattea è quasi sempre presente 1 bratteola. Il fiori di Crocus versicolor Ker Gawl. sono di colore molto variabile, con fauce bianca o giallo pallida e lacinie bianche, lillacine o violette, con striature bruno-violette sul dorso. La fioritura è molto precoce a bassa quota (in alcune stazioni costiere inizia a fine gennaio), più tardiva in alta montagna. Crocus versicolor Ker Gawl. è una specie piuttosto xerofila, calcicola, ma anche ubiquista, che può vegetare sia in ambiente di gariga mediterranea, sia nelle praterie del piano subalpino, fino a circa 2000 m di altitudine. E’ un endemita ligure-provenzale, il cui areale si estende dal Vaucluse alla Liguria occidentale e verso Nord raggiunge il Delfinato, il Canavese e la Valle d’Aosta. Crocus versicolor Ker Gawl. è abbastanza frequente sui rilievi collinari e montuosi dell’estremo Ponente ligure, diviene mano a mano più raro verso est. Tuttavia è ancora presente nel settore sud-occidentale della Provincia di Savona, tra Andora e Alassio ed è segnalato nella zona di Finale Ligure.

Crocus biflorus Mill. è l’unica specie ligure della ser. Biflori B. Mathew (e dunque della sezione Nudiscapus B. Mathew.). Il cormo di questo croco è avvolto da tuniche intere, cartacee, che si distaccano in anelli; spesso dal cormo originano 2 scapi, che sono avvolti per buona parte della loro lunghezza dai catafilli e dalle foglie. I fiori possono essere da 1 a 3 per scapo. Il perigonio esternamente è di colore violetto pallido, a volte quasi bianco, spesso estesamente tinto di giallo pallido-ocraceo. Internamente le lacinie perigoniali sono azzurro-violette, tinte di giallo alla base, esternamente presentano striature bruno-violacee sul dorso; la fauce perigoniale è di colore giallo brillante. Crocus biflorus Mill. è una specie a fioritura molto precoce, che inizia l’antesi in pieno inverno (gennaio, talvolta fine dicembre) e la completa solitamente entro inizio marzo. Si tratta di un endemita italico, con distribuzione sostanzialmente peninsulare. In Liguria, dove è in limite di areale, è piuttosto raro. Risulta essere presente dalla Val Bormida allo Spezzino, con diverse stazioni puntiformi, in genere poco estese per superficie ma spesso formate da un elevato numero di esemplari (è pianta tendenzialmente gregaria). Nella Penisola Crocus biflorus Mill. è segnalato anche in ambiente primario (boschi chiari e radure, soprattutto nella fascia dei querceti caducifogli submediterranei) ma in Liguria è rinvenibile esclusivamente in habitat secondari (prati falciati, prati concimati, vigne, banchine stradali).

Tra le specie indicate per la Liguria, ma non presenti (Bartolucci & allii), almeno allo stato spontaneo, vanno citate Crocus neapolitanus (Ker Gawl.) Loisel., specie morfologicamente simile a Crocus neglectus Peruzzi & Carta, ma distinta per alcuni caratteri morfologici molto minuti e per il diverso cariotipo e Crocus sativus L., clone orticolo, di probabile origine ibridogena, coltivato per estrarne lo zafferano. La coltivazione di quest’ultimo, per lungo tempo abbandonata, è stata ripresa anche in alcune zone della Liguria (alta Val Polcevera, Cinque Terre). Per cui la presenza di esemplari nei campi e nella vegetazione limitrofa ai luoghi di coltivazione è potenzialmente possibile.

Da un punto di vista legislativo Crocus ligusticus Mariotti e Crocus versicolor Ker Gawl. sono protetti dalla Legge regionale n. 28/2009 e sono ambedue soggetti a tutela parziale. A giudizio di chi scrive questa tutela andrebbe estesa anche a Crocus biflorus Mill., che in Liguria è piuttosto raro ed è minacciato dal consumo di territorio e dal progressivo abbandono delle aree agricole, gradualmente invase da piante legnose.

Esortiamo comunque tutti gli amanti della natura e della flora spontanea, a rispettare tutte le piante e ad astenersi dalla raccolta di fiori selvatici.

Bibliografia

  • Bartolucci F., Peruzzi L., Galasso G., Albano A., Alessandrini A., Ardenghi N.M.G., Astuti G., Bacchetta G., Ballelli S., Banfi E., Barberis G., Bernardo L., Bouvet D., Bovio M., Cecchi L., Di Pietro R., Domina G., Fascetti S., Fenu G., Festi F., Foggi B., Gallo L., Gottschlich G., Gubellini L., Iamonico D., Iberite M., Jiménez-Mejías P., Lattanzi E., Marchetti D., Martinetto E., Masin R.R., Medagli P., Passalacqua N.G., Peccenini S., Pennesi R., Pierini B., Poldini L., Prosser F., Raimondo F.M., Roma-Marzio F., Rosati L., Santangelo A., Scoppola A., Scortegagna S., Selvaggi A., Selvi F., Soldano A., Stinca A., Wagensommer R.P., Wilhalm T. & Conti F. (2018a). An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems, 152(2): 179-303.
  • Brighton C.A., Mathew B., Marchant J.C. (1973). Chromosome Counts in the Genus Crocus (Iridaceae). Kew Bulletin 28(3): 451-464.
  • Mathew B. (1983). Crocus: A Revision of the Genus Crocus. Portland.
  • Mathew B., Petersen G. Seberg O. (2009). A reassessment of Crocus based on molecular analysis. The Plantsman, 8(1): 50-57.
  • Pignatti S. (2017). Flora d'Italia (seconda edizione), 1: 277-285. Milano.
  • Regione Liguria. Legge Regionale del 10 luglio 2009, n. 28 “Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione della biodiversità".