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Crocus neglectus Peruzzi & Carta

Crocus neglectus Peruzzi & Carta è una specie di recente descrizione, per lungo tempo confusa con altre entità della serie Verni B. Mathew e in particolare con Crocus vernus (L.) Hill, con Crocus etruscus Parl. e con Crocus neapolitanus (Ker Gawl.) Loisel. Si presenta di aspetto estremamente simile a quest'ultimo, dal quale si distingue per caratteri morfologici molto minuti (larghezza delle fibre delle tuniche, lunghezza dei sub-lobuli dello stimma) e per il diverso cariotipo (2n = 16) anziché (2n = 8). Secondo le più recenti acquisizioni filogenetiche (Harpke & alii, 2015) Crocus neglectus Peruzzi & Carta è una specie allotetraploide, nella cui genesi sarebbero coinvolte due specie diploidi della ser. Verni B. Mathew, verosimilmente Crocus ilvensis Peruzzi & Carta (oggi confinato alla sola Isola d'Elba) e forse lo stesso Crocus neapolitanus (Ker-Gawl.) Loisel. dell'Appennino centrale e meridionale.

Crocus neglectus

Morfologia

Appartiene  alla serie Verni B. Mathew ed è molto simile a Crocus neapolitanus (Ker Gawl.) Loisel dell'Italia centro-meridionale. e abbastanza simile anche a Crocus vernus (L.) Hill, diffuso nella regione alpina.

Crocus neglectus Peruzzi & Carta è una piccola pianta perenne (10-20 cm), dotata di un cormo (bulbo-tubero) subsferico, leggermente depresso ai poli, avvolto da tuniche brune, completamente dissolte in fibre piuttosto sottili (0,14-0,19 mm), in alto spesso reticolate. I catafilli sono biancastri, la brattea a sua volta biancastra e di aspetto membranoso, le bratteole sono assenti. Le foglie (3-4) sono erette e sono già presenti al momento della fioritura, ma si sviluppano completamente solo ad antesi ultimata; hanno contorno lineare (largo 3-5 mm e lungo fino a 20 cm) e sono di colore verde, con una riga longitudinale bianca. Il perigonio è notevolmente più grande rispetto a quello di Crocus vernus (L.) Hill.; il tubo perigoniale (5-8 cm) è bianco, spesso tinto di violetto all’estremità superiore; la fauce, concolore rispetto alle lacinie, può essere glabra o sparsamente pelosa, le lacinie hanno contorno da ovato a ellittico (larghe 12-15 mm, lunghe 28-36 mm) e sono di colore variabile dal bianco, al lillacino, al blu-viola scuro; hanno fitte e sottilissime venature violacee più scure ma sono prive di strie evidenti sul dorso; le lacinie interne sono spesso leggermente più chiare e un poco più brevi delle esterne. Le antere (2 mm) sono gialle e sono lunghe circa quanto il filamento staminale. Lo stilo, vistoso e di colore giallo-aranciato, è suddiviso in 3 brevi rametti, terminanti in uno stilo minutamente inciso in numerosi sublobuli; in genere lo stilo è più lungo degli stami, raramente può essere un poco più breve ma non è mai infossato tra essi (principale carattere differenziale rispetto a Crocus vernus [L.] Hill). Il frutto è una capsula triloculare contenente numerosi semi bruno-rossastri, globosi, dotati di un piccolo strofiolo. La fioritura avviene tra la fine dell'inverno e la primavera (febbraio-maggio), a bassa quota può essere molto precoce.

Corologia ed ecologia

Crocus neglectus Peruzzi & Carta è una specie di recente descrizione (2015). Essendo stata a lungo confusa con Crocus vernus (L.) Hill. il suo areale risulta ancora in fase di accertamento. Sicuramente sono ad essa attribuibili molte segnalazioni dall’Appennino Settentrionale e da quello Centrale. Dalle indagini, svolte sul campo e in erbario, la presenza di Crocus vernus (L.) Hill in Appennino procede, in direzione Sud-Est, oltre l’alto Appennino reggiano e non sembra valicare lo spartiacque appenninico principale verso il Levante ligure e la Toscana nord-occidentale. Pertanto tutte le segnalazioni di Crocus vernus (L.) Hill dalla Toscana, dall’Emilia orientale, dalla Romagna, dalle Marche settentrionali e dall’Umbria sono verosimilmente da attribuire a Crocus neglectus Peruzzi & Carta. Verso Sud Crocus neglectus Peruzzi & Carta avanza fino all’estremità settentrionale dell’Abruzzo (Montagna dei Fiori) per essere sostituito da Crocus neapolitanus (Ker Gawl) Loisel. nel resto del Centro e del Sud peninsulare. Al di fuori dell’area appenninica Crocus neglectus Peruzzi & Carta è noto solo della Val Tanaro cuneese (alcune località di fondovalle tra Nucetto e Trappa di Garessio e sulle pendici meridionali del Bric Mindino) e per una piccola area prealpina della Lombardia orientale.

In Liguria Crocus neglectus Peruzzi & Carta è frequente nel settore centrale e orientale della Regione, soprattutto nel Genovese e nello Spezzino. Verso Ponente è ancora piuttosto comune nel Savonese, in particolare sui rilievi alle spalle di Varazze, Celle Ligure e Albisola e nelle vallate dell’Orba e dell’Erro. La sua presenza sembra però interrompersi all’altezza dei bacini del Letimbro e della Bormida di Spigno. Nel bacino della Bormida Crocus neglectus Peruzzi & Carta è ancora presente presso Altare e Ferrania e lungo il torrente Giusvalletta tra Giachi e Giusvalla. Sembra invece del tutto assente nel Finalese, nell’Albenganese e in Provincia di Imperia. In alta Val Trebbia e in alta Val d’Aveto, dove è presente anche Crocus vernus (L.) Hill., sembrano crearsi le condizioni per una sorta di vicarianza ecologica, con Crocus neglectus (L.) Hill diffuso nelle aree di fondovalle e sui pendii fino a 1000-1200m di altitudine e Crocus vernus (L.) Hill presente principalmente nei nardeti e nelle praterie a Poa alpina L. del piano montano superiore. Nello Spezzino, dove invece Crocus vernus (L.) Hill. è del tutto assente, Crocus neglectus Peruzzi & Carta si comporta come specie ubiquista ed è presente anche nelle praterie del piano montano superiore (Monte Gottero). Crocus neglectus Peruzzi & Carta vegeta nei boschi chiari, nelle radure, nei cespuglieti, nelle praterie e nei pascoli dal piano collinare fino alla fascia soprasilvatica dell’Appennino Settentrionale e Centrale. Localmente può presentarsi in prossimità della fascia costiera, ma è comunque più diffuso nell'entroterra.

Bibliografia

    • Bartolucci F., Peruzzi L., Galasso G., Albano A., Alessandrini A., Ardenghi N.M.G., Astuti G., Bacchetta G., Ballelli S., Banfi E., Barberis G., Bernardo L., Bouvet D., Bovio M., Cecchi L., Di Pietro R., Domina G., Fascetti S., Fenu G., Festi F., Foggi B., Gallo L., Gottschlich G., Gubellini L., Iamonico D., Iberite M., Jiménez-Mejías P., Lattanzi E., Marchetti D., Martinetto E., Masin R.R., Medagli P., Passalacqua N.G., Peccenini S., Pennesi R., Pierini B., Poldini L., Prosser F., Raimondo F.M., Roma-Marzio F., Rosati L., Santangelo A., Scoppola A., Scortegagna S., Selvaggi A., Selvi F., Soldano A., Stinca A., Wagensommer R.P., Wilhalm T. & Conti F. (2018a). An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems, 152(2): 179-303.
    • Harpke D., Carta A., Tomović G., Ranđelović V., Ranđelovićn N., Blattner F.R., Peruzzi, L. (2015) Phylogeny, karyotype evolution and taxonomy of Crocus series Verni (Iridaceae)Plant Systematics and Evolution 301: 309–325.
    • Peruzzi, L., Carta A., Garbari F. (2013) Lectotypification of the name Crocus sativus var. vernus L. (Iridaceae) and its consequences within the ser. Verni. Taxon 62: 1037–1040.
    • Pignatti S. (2017). Flora d'Italia (seconda edizione), 1: 282. Milano.

Crocus neglectus
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