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Crocus ligusticus Mariotti

Crocus ligusticus Mariotti (Crocus medius auct. Fl. Ital.) è un endemita ligure, il cui areale si estende anche al di fuori dei confini amministrativi della Regione Liguria e comprende diverse aree del Piemonte meridionale (Val Tanaro cuneese tra Ceva e Ormea, una piccola zona delle Langhe sud-orientali nei pressi di Castelletto Uzzone e Gottasecca, la collina acquese tra Piancastagna e Abasse e la zona delle Capanne di Marcarolo in Provincia di Alessandria). La specie sconfina per pochi chilometri in territorio francese (presso Èze, Peillon e Castellar) e in Emilia Romagna (2 sole stazioni nel Comune di Tornolo, in Provincia di Parma).

Crocus ligusticus

Morfologia

Crocus ligusticus Mariotti è una specie appartenente alla serie Longiflori B. Mathew, che comprende piante con fioritura autunnale e stimmi multifidi. Per lungo tempo è stato considerato prossimo a Crocus longiflorus Rafin (Italia meridionale, Sicilia e Malta) e a Crocus nudiflorus Sm. (Iberia e Francia sud-occidentale). Tuttavia, un recente lavoro su base filogenetica dell'Università di Copenaghen (Petersen & alii, 2008), suggerirebbe una sua maggiore vicinanza a Crocus banaticus J. Gay dell'Europa sud-orientale e forse a Crocus malyi Vis., specie balcanica centro-meridionale.

Dal punto di vista morfologico Crocus ligusticus Mariotti è un'erba perenne, dotata di un cormo (bulbo-tubero) subgloboso (1,4 - 3,8 cm), con tuniche brune, sfrangiate in fibre sottili, lassamente reticolate; Inoltre il cormo è avvolto, nella sua parte superiore, dai resti disseccati dei catafilli dell’annata precedente, questi ultimi avvolgono anche la base del tubo perigoniale e della brattea, che è piuttosto lassa, di consistenza mebranosa e di colore bianco, tinta di verde o bruno-rossastro verso l'apice. Le foglie di Crocus ligusticus Mariotti si sviluppano dopo la fioritura, hanno apice acuto e sono strettamente lineari, lunghe fino a 40 cm e larghe 4-7 mm, sono percorse per l’intera lunghezza da una linea bianca, il margine fogliare è glabro o sparsamente ciliato. Il fiore è unico, inodoro, di colore da azzurro-violetto a violetto-purpureo ed è attraversato fino alla fauce da numerosissime e sottili vene longitudinali di colore viola scuro; le lacinie perigoniali hanno contorno da oblanceolato a obovato (4,5 x 1,5 cm) e sono nettamente diseguali (le interne sono visibilmente più strette e poco più corte delle esterne); la fauce perigoniale è glabra e di colore azzurro-violetto molto pallido (quasi bianco); il tubo del perianzio può essere di lunghezza molto variabile (10-40 cm) ed è bianco per quasi tutta la sua lunghezza, tranne in alto, dove è soffuso di violetto; gli stami hanno antere gialle, lineari (1,5 x 2 cm circa) e sono dotate di un filamento (lunghezza 1,5 cm) glabro e bianco; lo stilo, di colore rosso-carminio, è suddiviso in 3 brevi rametti, a loro volta sfrangiati in lunghe e sottili lacinie filiformi. Il frutto è una capsula triloculare, contenente numerosi semi bruno-rossastri, irregolarmente ellissoidali e dotati di un evidente strofiolo. E' l'unico croco della flora ligure a fiorire in autunno (settembre-novembre).

Corologia ed ecologia

Crocus ligusticus Mariotti è una pianta nota fin dall’inizio del XIX secolo, tuttavia per lunghissimo tempo per essa fu impropriamente utilizzato il binomio Crocus medius Balbis, sinonimo eterotipico di Crocus nudiflorus Sm. Quest'ultima è una specie dell'Europa sud-occidentale, assente dalla flora italiana. Nel 1801 G.B. Balbis descrisse il proprio "Crocus medius" su esemplari di Crocus nudiflorus Sm., probabilmente coltivati presso l’Orto botanico di Torino. La somiglianza morfologica tra Crocus nudiflorus Sm. e la pianta ligure, anch’essa isteranta e con stimmi sfrangiati, fu causa di una confusione nomenclaturale che perdurò fino agli anni ’80 del XX secolo. Nel 1988 il botanico italiano Mauro Giorgio Mariotti descrisse Crocus ligusticus, designando come olotipo un campione proveniente dal Levante ligure. Tutte le segnalazioni di “Crocus medius” riferite a popolazioni naturali di crochi autunnali, isteranti e con stilo sfrangiato, provenienti da Liguria, Piemonte e Costa Azzurra, vanno ricondotte a Crocus ligusticus Mariotti.

L’areale di questo interessante endemismo è suddiviso in due nuclei: quello principale (occidentale) si estende ininterrottamente dalle Prealpi di Nizza (Grand Corniche e bacino della Peille) fino all'area urbana genovese, attraverso le Prealpi Liguri, la Val Bormida, la Val d’Erro e gli affioramenti ultramafici del Gruppo di Voltri, di esso fanno parte anche le popolazioni piemontesi nei bacini imbriferi di Tanaro e Bormida. Il nucleo orientale, completamente disgiunto, si estende dalle colline ad Est di Sestri Levante fino alla zona di Pignone (SP) e comprende anche le due stazioni parmensi, poste nelle vicinanze del Passo del Bocco. Crocus ligusticus Mariotti predilige le praterie, i pascoli, i pendii erbosi, i cespuglietti e le chiarie boschive, dal piano collinare a quello montano inferiore e medio. E' pianta abbastanza ubiquista, che non disdegna neppure habitat secondari, come le banchine stradali o i prati concimati. In condizioni ecologiche favorevoli può vegetare in aree di bassa quota, con bioclima spiccatamente mediterraneo, oppure portarsi fino al limite inferiore del piano subalpino. Vegeta su calcari, calcari marnosi, arenarie e substrati ultramafici. In territorio ligure le stazioni di Crocus ligusticus Mariotti sono numerose, la specie è spesso molto abbondante nei siti di presenza, tuttavia sia per motivi ecologici (invasione di prati e pascoli da parte di specie legnose) sia per la notevole bellezza del fiore, è soggetto a tutela parziale (L.R. n. 28/2009).

Bibliografia

    • Bartolucci F., Peruzzi L., Galasso G., Albano A., Alessandrini A., Ardenghi N.M.G., Astuti G., Bacchetta G., Ballelli S., Banfi E., Barberis G., Bernardo L., Bouvet D., Bovio M., Cecchi L., Di Pietro R., Domina G., Fascetti S., Fenu G., Festi F., Foggi B., Gallo L., Gottschlich G., Gubellini L., Iamonico D., Iberite M., Jiménez-Mejías P., Lattanzi E., Marchetti D., Martinetto E., Masin R.R., Medagli P., Passalacqua N.G., Peccenini S., Pennesi R., Pierini B., Poldini L., Prosser F., Raimondo F.M., Roma-Marzio F., Rosati L., Santangelo A., Scoppola A., Scortegagna S., Selvaggi A., Selvi F., Soldano A., Stinca A., Wagensommer R.P., Wilhalm T. & Conti F. (2018a). An updated checklist of the vascular flora native to Italy. Plant Biosystems, 152(2): 179-303.
    • Mariotti M.G. (1988). Crocus ligusticus n. sp., a well known species. Candollea, 43(2): 667–680.
    • Petersen G., Seberg O., Thorsøe S., Jørgensen T., Mathew B. (2008). A phylogeny of the genus Crocus (Iridaceae) based on sequence data from five plastid regions. Taxon. 57. 487-499. 10.2307/25066017.
    • Pignatti S. (2017). Flora d'Italia (seconda edizione), 1: 284. Milano.
    • Tison J.-M., Jauzein Ph., Michaud H. (2014). Flore de la France mediterranéenne continentale: 271. Tourriers.

Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
Crocus ligusticus
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